Ogni protesi viene scelta in base alla situazione ossea, alle esigenze funzionali e alle possibilità economiche del paziente, dalla dentiera tradizionale alla protesi fissa su impianti.
La scelta tra una soluzione fissa o mobile dipende dalla quantità di osso disponibile, dal numero di denti da sostituire e dalle condizioni generali di salute del paziente. Anche una protesi tradizionale può restituire una masticazione efficiente, se ben realizzata e mantenuta nel tempo.
Sono le situazioni più comuni con cui i pazienti si presentano in studio.
Un dente molto danneggiato o già devitalizzato può non avere più la struttura sufficiente per un restauro diretto, e richiedere una protesi come corona o ponte per ripristinarne forma e funzione.
Una frattura della radice causata da un trauma può compromettere irreversibilmente il dente, rendendo necessaria l'estrazione e la sua sostituzione con una protesi.
La mancanza di uno o più denti riduce l'efficienza della masticazione, con conseguenze che nel tempo possono coinvolgere anche la digestione.
La valutazione della situazione residua. Si verifica la quantità di osso e gengiva disponibile, oltre alla presenza di eventuali impianti già posizionati, per definire le opzioni realmente percorribili.
La scelta della protesi. In base alla situazione clinica e alle esigenze del paziente, si valuta tra protesi fissa su impianti, protesi mobile ancorata o protesi tradizionale.
Ogni caso viene valutato individualmente. La soluzione proposta è sempre quella più conservativa compatibile con la situazione clinica del paziente.
Corone o ponti fissati permanentemente su impianti in titanio, senza la necessità di rimuovere la protesi per la pulizia quotidiana.
Una protesi removibile che si aggancia a un numero ridotto di impianti, offrendo maggiore stabilità rispetto a una dentiera tradizionale a un costo generalmente inferiore rispetto alla protesi fissa.
Una protesi removibile che si appoggia sulla gengiva, senza impianti: resta un'opzione valida quando l'intervento chirurgico non è indicato o non è la scelta preferita dal paziente.
Ogni immagine mostra un caso reale trattato con protesi su impianti o protesi tradizionale in studio.
























Una protesi fissa su impianti ben mantenuta può durare molti anni, spesso oltre 10-15, mentre la componente implantare sottostante può durare anche più a lungo, con controlli periodici.
La protesi fissa viene cementata o avvitata permanentemente e non può essere rimossa dal paziente; la protesi mobile ancorata su impianti può invece essere tolta per la pulizia quotidiana, pur restando più stabile di una dentiera tradizionale.
Dopo un periodo iniziale di adattamento, la maggior parte dei pazienti riesce a parlare e masticare con la dentiera senza particolari difficoltà, anche se alcuni alimenti più duri o fibrosi possono richiedere maggiore attenzione.
Il numero varia in base al protocollo scelto: si va da un minimo di 4 impianti, come nel protocollo All-on-4®, fino a 6 o più, in base alla situazione ossea e al tipo di protesi.
Sì, è generalmente consigliato rimuovere la protesi mobile durante la notte, per permettere alla gengiva di riposare e facilitarne la pulizia.
Nel tempo la gengiva e l’osso possono cambiare forma, rendendo la protesi meno aderente: per questo può essere necessario un ribasamento periodico o, dopo alcuni anni, una sostituzione completa.